Guida per principianti per coltivare una presenza professionale

Una presenza professionale racchiude in sé, l’insieme delle attuali “norme di comportamento” che il Bon ton del business moderno richiedono.

Per prima cosa, coltivare una presenza professionale aiuta a rafforzare una buona prima impressione. Dopodiché, permette di creare rapporti professionali gradevoli e basati sul rispetto reciproco.

Nel dettaglio, tali regole possono riguardare:

  • l’immagine della persona (portamento, educazione, modo di vestire, cura di sé). Un aspetto curato, in ambito lavorativo, è segno di rispetto per le persone e il contesto con cui ti relazioni, nonché per te stessa.
  • la presentazione, l’approccio e le relazioni nei rapporti lavorativi. In questo articolo approfondirò la comunicazione non verbale.
  • i comportamenti da tenere nella comunicazione dei social, nelle mail o del cellulare. Mezzi e tempistiche di risposta sono tuttavia, strumenti che indicano il grado di professionalità e la tipologia di relazione.

In altre parole, come ho scritto nel precedente articolo, la parola professionalità, ha un significato molto più ampio.

Tuttavia, a volte, ci si sofferma solo sull’immagine, dimenticando un insieme di atteggiamenti che creano coerenza con il vestito che indossi oppure disconfermano la prima impressione.

Coltivare una presenza professionale contribuisce a migliorare la tua immagine lavorativa e ti farà percepire più sicura. Pertanto, relazionarti attraverso la tua comunicazione non verbale, con garbo e disinvoltura dona valore.

La presenza professionale è una qualità non innata, tuttavia, puoi esercitarti per conquistarla progressivamente. Vediamo come:

  • Iniziamo esercitando gli occhi

Lo sguardo è legame.

Pensi che la bocca sia il principale elemento di comunicazione?

Tuttavia, gli occhi comunicano quanto la bocca. Un famoso detto recita: “Uno sguardo dice più di mille parole”.

Per questo motivo, guardare di traverso, di sottecchi, dall’alto in basso, sono sguardi poco eleganti che possono essere fraintesi.

Allenati a muovere gli occhi assieme al capo, così da avere il tuo interlocutore dritto davanti a te.

Lo sguardo che segue la stessa direzione frontale di viso e corpo, sarà percepito più autentico, disinvolto e garbato.

Inoltre, questo atteggiamento, ti farà percepire come persona di maggior fiducia, senza nulla da nascondere.

  • Secondo esercizio: il viso nel suo insieme

L’espressione del viso, nel momento in cui gli sguardi si incrociano, contagerà il tuo interlocutore.

I pensieri causano emozioni che influenzano il tuo comportamento.

Perciò, è importante allenare la consapevolezza, per coltivare atteggiamenti privi di pregiudizi e convinzioni limitanti che potrebbero creare atteggiamenti poco professionali.

La comunicazione dell’immagine, tuttavia, se non c’è consapevolezza corporea, svela molto più delle parole.

In primo luogo, un sorriso naturale è l’insieme di occhi e bocca che sorridono. In altre parole, assumi un’espressione rilassata e priva di sorrisini finti.

Il viso è il riflesso della mente, pertanto, impara ad allontanare convinzioni e paure che possono nuocere allo stato d’animo.

Ad esempio, prima di un incontro lavorativo:

  • scrivi su un foglio i pensieri che ti passano per la mente
  • cerca di trovare soluzioni positive alle situazioni, persone che ti preoccupano
  • cerca pareri diversi dal tuo sulle cose che ti preoccupano

In questo modo, prendi le distanze dai pensieri negativi. Tuttavia, raccogli idee positive per rasserenare il tuo stato d’animo.

In conclusione, l’espressione del viso, lo sguardo e l’atteggiamento verso il tuo interlocutore sarà più neutrale e accogliente. sarai predisposta ad un ascolto attivo, privo di espressioni corrucciate che potrebbero andare a creare fraintendimenti nella relazione.

  • Terzo esercizio: la postura del corpo

In altre parole, il segreto di una presenza professionale è senz’altro il portamento elegante.

Un’immagine aggraziata non è dovuta al vestito ma a come lo indossi.

Perciò, fai finta di avere un filo che parte dalla testa e ti tenga tesa verso l’alto. Inoltre, rilassa le spalle, allunga la schiena e stendi il collo, subito la tua postura risulterà più raffinata.

  • Quarto esercizio: consapevolezza corporea

Che cosa ci insegna il decluttering nella comunicazione del corpo?

In primo luogo, credo che essere essenziale nei tuoi movimenti rendano più efficaci ed eleganti le tue parole.

Tuttavia, braccia e gambe sono un’estensione del corpo e contribuiscono a dare espressività alle parole.

Allo stesso modo, una ricchezza gestuale, veloce e scoordinata, può distrarre e svalutare quello che dici, infastidendo l’interlocutore.

L’impressione che ne deriva è di una persona insicura e poco accurata.

Pertanto, per una buona consapevolezza del linguaggio corporeo, muoviti sapendo esattamente che cosa fare. Decluttera i movimenti inutili.

In secondo luogo, consiglio di allenarti a rallentare.

Perciò, inizia a muoverti più lentamente, diventa consapevole dei gesti che fai e inizia a togliere quelli inutili.

In conclusione, un modo efficace per migliorare la consapevolezza corporea, è fare alcune prove e registrarle. Dopodiché, riguardare il filmato ed osservare la tua gestualità, tono di voce e ripetizioni fastidiose.

Ad esempio, battere il piede ritmicamente mentre parli, grattarti il mento, giocare con le mani o il braccialetto, sono gesti da declutterare.

  • Quinto esercizio: coerenza tra verbale e non verbale

Un rafforzativo alla tua presenza, inoltre, è supportare i movimenti con il giusto tono di voce e viceversa.

Immagina di fare una esclamazione di gioia, aprendo di più gli occhi, sorridendo e magari alzando le braccia verso l’alto. Dopodiché, immagina la stessa esclamazione con uno sguardo triste e le spalle ricurve. La sensazione nell’osservare la scena è di incongruenza tra le parole e l’atteggiamento del corpo.

A che cosa crederai?

Il non verbale arriva in maniera più immediata ed è percepito come più sincero delle parole pronunciate. Per questo motivo, presta attenzione ad utilizzare i movimenti come rafforzativo delle tue parole e viceversa.

  • Sesto esercizio: la presenza assertiva

L’assertività (dal latino “asserere” che significa “asserire”), è una caratteristica del comportamento umano.

Consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie opinioni, senza tuttavia, offendere o aggredire l’interlocutore.

Perciò, quando si parla di presenza professionale, si parla dell’abilità di raccontare, attraverso l’immagine e gli atteggiamenti, i propri valori, senza però mancare di rispetto agli altri.

E’ importante conoscere i tuoi confini e allo stesso modo mettersi in ascolto per rispettare quelli del tuo interlocutore. Soprattutto, alla luce che l’efficacia della comunicazione è costituita al 93% dal non verbale, pertanto, emerge che il non detto rivela più delle parole.

La persona dalla presenza professionale, farà chiarezza sui suoi confini così da evitare spiacevoli situazioni. Dopodiché, presterà attenzione alla prossemica delle persone con cui interagisce.

Perciò, non oltrepasserà la zona intima, il registro delle confidenze, quella della totale fiducia, del contatto fisico.

Allo stesso modo, il professionista valuterà in quale ambito relazionale è più opportuno soffermarsi tra:

  • la zona personale, il registro della complicità, quella della conversazione di cortesia, il contatto si riferisce alla stretta di mano
  • c’è poi la zona sociale, lo spazio neutrale, quello delle relazioni diplomatiche, lavorative, ci si ascolta ma non si è abbastanza vicini per il contatto
  • infine la zona pubblica, il registro del carisma, quella del professore che spiega in classe, c’è distanza, necessita un tono più alto e nessun contatto

Il professionista empatico, inoltre, noterà i messaggi non verbali di chiusura e apertura del suo interlocutore.

In altre parole, saprà percepire se ha invaso i confini della persona vicino e in quale modo porvi rimedio.

Alcuni esempi di segnali corporei, a cui prestare attenzione per comprendere i confini e lo stato d’animo dell’altra persona:

  • contrazione della mascella, chiusura delle spalle, sono per esempio stati di chiusura. Tuttavia, una postura naturale e rilassata del corpo comunica che la persona è nella sua zona di confort
  • quando l’interlocutore si ritrae, arretra e cerca di aumentare la distanza tra di voi, è importante avere la delicatezza di cogliere il messaggio. Al contrario, se la persona si avvicina, si sporge con il busto verso di voi, è interessata e ben disposta al dialogo.
  • In altre parole, la gestualità rapida, per esempio, battere il piede, toccarsi i capelli, torcere le mani, sono comportamenti di disagio, insofferenza, chiusura. Allo stesso modo, i gesti che creano muro, tipo le braccia incrociate.

Posso concludere con l’affermare, che la presenza professionale crea fascino e valore alla tua persona. 

Se desideri approfondire ho creato il percorso Comunica professionalità

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